Accettare i limiti del proprio corpo: un cammino di autocompassione
Dott.ssa Chiara Moretti
Psicologo Autore AutorevoleOperante presso: Mente e Fertilità, Roma
Ricevere una diagnosi di infertilità o trovarsi di fronte a ripetuti fallimenti d’impianto innesca una ferita profonda a livello di immagine corporea. Molte donne e uomini riferiscono di provare un sordo senso di tradimento: "Sento che il mio corpo è rotto", "Non funziona per fare l’unica cosa naturale per cui è stato progettato".
Questo senso di colpevolizzazione genera rabbia e scissione interna, portando a vedere il proprio corpo come un nemico da forzare o abusare con cure ormonali ripetute. Questa disconnessione aumenta notevolmente la vulnerabilità a ansia e depressione.
Riconciliarsi richiede un allenamento all’autocompassione (Self-Compassion). Il vostro corpo non vi sta tradendo di proposito: sta facendo del suo meglio per mantenervi in salute ogni singolo giorno. L’infertilità è una patologia medica complessa, non una colpa individuale o un limite morale.
Sostituire il giudizio distruttivo con parole gentili, fare massaggi distensivi, idratare la cute e ringraziare se stessi per la forza con cui si affrontano le punture ripristina un clima interiore cooperativo. Essere uniti come alleati ed amare il proprio tempio corporeo favorisce una risposta biologica e psicologica ottimale al trattamento.
Hai una domanda per l’autore?
Invia il tuo quesito in forma anonima. Gli esperti rispondono periodicamente.