Agopuntura prima e dopo il transfer: il protocollo Paulus per aumentare il successo
Dott.ssa Laura Merini
Ginecologo Autore AutorevoleOperante presso: CliniMed Riproduzione, Firenze
Negli ultimi anni, l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese si sono integrate stabilmente nei percorsi occidentali di fecondazione assistita. Se inizialmente si riteneva che l’effetto fosse puramente placebo o rilassante, diversi studi strutturati hanno dimostrato alterazioni biochimiche misurabili a carico degli organi riproduttivi delle pazienti sottoposte a sedute mirate.
La pietra miliare di questa integrazione è il famoso "Protocollo Paulus", studiato per la prima volta nel 2002. Questo protocollo stabilisce posizioni terapeutiche precise per posizionare gli aghi a livello corporeo e auricolare esattamente 25-30 minuti prima dell’embriotransfer e ripeterlo immediatamente dopo la procedura clinica.
I benefici biologici descritti dai ricercatori ginecologici sono moltiplici. Gli aghi riducono l’attivazione del sistema nervoso simpatico — che si accende fisiologicamente sotto stress — abbassando i livelli di adrenalina e cortisolo. Ciò consente alle arterie uterine di dilatarsi, incrementando l’afflusso di sangue ossigenato all’endometrio e rendendolo più ricettivo ed accogliente.
In secondo luogo, l’agopuntura riduce le micro-contrazioni spastiche involontarie dell’utero provocate dal passaggio del catetere di trasferimento. Se affrontato con apertura mentale, è un formidabile alleato per regalarsi un momento di profonda armonia e massimizzare le probabilità del proprio transfer embrionale sano.
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