Coltura prolungata a blastocisti: la selezione d’avanguardia in laboratorio
Dott. Stefano Bernasconi
Embriologo Autore AutorevoleOperante presso: Centro PMA Artemide, Milano
Il prolungamento della coltura in vitro dal giorno 3 (stadio di scissione cellulare a 8 cellule) al giorno 5 o 6 (stadio di blastocisti) ha rivoluzionato l’embriologia moderna. Questa prassi permette una selezione naturale stringente degli embrioni capaci di superare l’attivazione del genoma embrionale, che avviene solo dopo la terza divisione cellulare.
Nei giorni 1-3, lo sviluppo embrionale è sostenuto prevalentemente da sostanze immagazzinate nell’ovocita materno. Dal giorno 3 in poi, l’embrione deve "accendere" i propri geni per continuare a moltiplicarsi. Molti embrioni con gravi difetti genetici o strutturali interni si arrestano proprio in questa delicata finestra temporale.
Per consentire questa transizione biologica sensibile, i moderni laboratori utilizzano terreni di coltura sequenziali specificatamente bilanciati con aminoacidi ed elementi nutrizionali predeterminati. Inoltre, gli incubatori riducono la concentrazione di ossigeno al 5% (ipossia fisiologica) imitante la reale asfissia protettiva che l’embrione incontra naturalmente nelle tube di Falloppio.
Scegliere il trasferimento al giorno 5 non solo garantisce percentuali di impianto per singolo transfer nettamente superiori, ma riduce a zero la necessità del trasferimento multiplo di embrioni, eliminando i forti rischi ostetrici legati alle gravidanze gemellari.
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