Endometriosi e PMA: Come ottimizzare i protocolli di stimolazione
Dott.ssa Elena Rossi
Ginecologo Autore AutorevoleOperante presso: Clinica Riproduttiva San Carlo, Firenze
L'endometriosi è una patologia infiammatoria cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Questa condizione può compromettere la fertilità femminile attraverso molteplici meccanismi, tra cui l'alterazione dell'anatomia pelvica, la creazione di un microambiente infiammatorio nocivo per i gameti e, in alcuni casi, una riduzione della riserva ovarica dovuta alla presenza di endometriomi (cisti ovariche endometriosiche).
Nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita, la stimolazione ovarica nelle pazienti affette da endometriosi richiede una calibrazione estremamente attenta. L'innalzamento dei livelli di estrogeni indotto dai farmaci stimolanti potrebbe teoricamente riattivare o esacerbare i sintomi della patologia. Per questo motivo, i clinici prediligono l'uso di protocolli con antagonisti del GnRH associati a una stimolazione controllata, evitando dosaggi eccessivi.
Inoltre, l'uso preliminare di analoghi del GnRH (soppressione ormonale temporanea per 2-3 mesi prima del ciclo di stimolazione o del transfer) è spesso raccomandato per ridurre lo stato infiammatorio sistemico e pelvico. Questa strategia contribuisce a migliorare significativamente sia la qualità degli ovociti recuperati sia la ricettività dell'endometrio al momento del trasferimento embrionale, aumentando i tassi di impianto.
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