Endometrite Cronica: il killer silenzioso dell’impianto embrionale
Dott. Sante Gigli
Ginecologo Autore AutorevoleOperante presso: Global Fertility Network, Milano
In molti casi di PMA, la coppia ottiene embrioni morfologicamente e geneticamente perfetti, ma l’endometrio ne rifiuta sistematicamente l’annidamento. Spesso, dietro questo drammatico scenario di ripetuti fallimenti, si nasconde un’entità clinica asintomatica ma insidiosa: l’endometrite cronica (CE).
L’endometrite cronica è un’infiammazione persistente dell’endometrio provocata dalla presenza di batteri comuni o intracellulari (quali enterococchi, streptococchi, micoplasmi o clamidia). A differenza dell’endometrite acuta, non provoca febbri o dolori lancinanti; al massimo si manifesta con perdite intermestruali lievi, risultando del tutto impercettibile all’indagine ecografica tradizionale.
Sotto il profilo istologico, questa infezione permanente richiama nell’endometrio cellule plasmatiche linfocitarie che modificano l’assetto immunitario uterino locale. L’utero in questo stato rifiuta l’embrione considerandolo una minaccia batterica estranea da combattere, impedendone la placidità vascolare.
L’unico esame diagnostico affidabile è la biopsia endometriale istologica eseguita con colorazione immuno-istochimica specifica per il marker di superficie CD138. Identificato l’agente infettante, la terapia è fortunatamente semplice: un ciclo mirato di antibiotici della durata di 10-14 giorni risolve oltre il 90% dei casi, ripristinando in breve tempo la naturale e accogliente fertilità endometriale prima del successivo transfer.
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