Isteroscopia diagnostica ed operativa: Perché guardare dentro l'utero prima del transfer
Dott. Marco Valli
Ginecologo Autore AutorevoleOperante presso: Istituto di Endocrinologia della Riproduzione, Bologna
L'ecografia transvaginale tridimensionale ed il graffio endometriale sono ottimi strumenti diagnostici, ma l'isteroscopia rimane il gold standard assoluto per lo studio della cavità uterina. Si tratta di una procedura mininvasiva che, tramite l'introduzione di una sottilissima sonda ottica (isteroscopio) attraverso il canale cervicale, consente la visualizzazione diretta dell'endometrio.
L'isteroscopia permette di identificare anomalie fisiche impercettibili all'ecografia, quali piccoli polipi endometriali, fibromi sottomucosi, aderenze uterine (sinechie) o malformazioni congenite (utero setto o arcuato). Ognuna di queste alterazioni può ostacolare meccanicamente l'annidamento della blastocisti o alterare la vascolarizzazione locale.
Qualora venga identificato un ostacolo, l'isteroscopia può passare da diagnostica a operativa (eseguibile in regime ambulatoriale o in leggera sedazione), consentendo l'immediata rimozione della lesione. Inoltre, il semplice passaggio dello strumento stimola una reazione rigenerativa dell'endometrio (simile allo scratch) che aumenta la ricettività del tessuto nel ciclo successivo.
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