La sindrome della culla vuota psicologica nel lutto riproduttivo
Dott.ssa Chiara Moretti
Psicologo Autore AutorevoleOperante presso: Mente e Fertilità, Roma
Quando un test di gravidanza torna negativo o si verifica una gravidanza biochimica (un impianto temporaneo che si interrompe quasi subito), la sofferenza vissuta non è solo quella di un insuccesso medico, ma un vero e proprio lutto riproduttivo. Purtroppo, la società tende a non riconoscere e a minimizzare questo vuoto, lasciando le coppie isolate nel proprio dolore.
A livello interiore, si sperimenta la perdita di una speranza, di un progetto di vita futuro, di un bambino che era già stato fortemente sognato e immaginato. Dire "ci riproverete" a chi ha appena perso una blastocisti euploide denota scarse competenze empatiche e ferisce profondamente la persona che impara a celare la sua vulnerabilità.
Per elaborare degnamente questo dolore, è fondamentale concedersi il tempo di piangere e accettare la rabbia senza sensi di colpa. Parlarne apertamente con professionisti specializzati o all’interno di cerchie di supporto di coetanei che condividono la medesima situazione è terapeuticamente prezioso per normalizzare la propria reazione intima.
Ricostruire la fiducia nel proprio corpo e ricalibrare le energie emotive richiede pazienza. Il supporto psicoterapeutico focalizzato e di coppia non rimuove la cicatrice dell’esperienza, ma la integra nel proprio racconto di vita individuale come prova di immensa resilienza e amore condiviso.
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