Microbiota endometriale e recettività: l’impatto dei test EMMA & ALICE sui fallimenti d’impianto
Dott. Gabriele Mariani
Ginecologo Autore AutorevoleOperante presso: Centro Medicina Riproduttiva, Milano
Per decenni si è ritenuto che la cavità uterina fosse un ambiente del tutto sterile. Recenti scoperte di sequenziamento genomico del DNA batterico hanno invece dimostrato l'esistenza di un vero e proprio microbiota endometriale, il cui equilibrio gioca un ruolo decisivo nella finestra di impianto dell'embrione.
Un endometrio sano è dominato da batteri del genere Lactobacillus (oltre il 90%). Quando la percentuale di lattobacilli si riduce a favore di batteri patogeni (disbiosi) o quando è presente un'endometrite cronica silente, i tassi di impianto crollano ed aumenta il rischio di aborto precoce.
Grazie ai test molecolari di seconda generazione come ALICE (per la ricerca dei batteri responsabili di endometrite) ed EMMA (per la mappa completa dei lattobacilli), è possibile effettuare una biopsia rapida in studio e somministrare antibioticoterapia o integrazione probiotica mirata prima del transfer, ripristinando le condizioni ottimali.
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