Il Transfer di blastocisti congelate: Perché è spesso preferibile al "fresco"
Dott.ssa Elena Rossi
Ginecologo Autore AutorevoleOperante presso: Clinica Riproduttiva San Carlo, Firenze
Storicamente i pazienti tendevano a preferire il trasferimento embrionale "a fresco", ossia pochi giorni dopo il pick-up degli ovociti. Oggi però la strategia del "Freeze-All" (congelare tutte le blastocisti ottenute per trasferirle in un ciclo successivo) rappresenta l’approccio d’elezione in moltissimi centri d’eccellenza.
Il motivo principale risiede nella ricettività endometriale. Durante una stimolazione ovarica, i livelli di estrogeni nel sangue raggiungono picchi altissimi, molto distanti da quelli di un ciclo naturale. Questo squilibrio ormonale può rendere l’endometrio meno accogliente per l’embrione, anticipando o posticipando la cosiddetta "finestra d’impianto".
Congelando le blastocisti e trasferendole in un ciclo successivo (preparato con bassi dosaggi ormonali o su ciclo naturale spontaneo), restituiamo alle mucose uterine la loro naturale e ottimale recettività. Inoltre, il "Freeze-All" elimina completamente il rischio di Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS), garantendo la massima sicurezza clinica per la paziente.
Le tecniche di congelamento rapido (vitrificazione) odierne consentono un tasso di sopravvivenza allo scongelamento superiore al 98%, rassicurando pienamente sulla stabilità biologica degli embrioni.
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