Ovodonazione ed Eterologa: Affrontare e superare il "lutto genetico"
Dott.ssa Chiara Moretti
Psicologo Autore AutorevoleOperante presso: Studio di Sostegno alla Riproduzione, Roma
Quando la strada della fecondazione omologa si interrompe, l’eterologa si presenta come un’opportunità straordinaria. Tuttavia, per molte coppie, la transizione verso l’uso di gameti donati (ovociti o spermatozoi) porta con sé un carico emotivo complesso, riassunto clinicamente nel concetto di "lutto genetico".
Il lutto genetico è la perdita simbolica del legame biologico diretto con il proprio futuro bambino. Richiede un vero e proprio processo di elaborazione: è naturale sperimentare sentimenti di tristezza, rabbia o paura di non sentire il bambino completamente "proprio". Superare questo passaggio significa comprendere che la genitorialità è un costrutto emotivo, evolutivo ed epigenetico, ben più profondo della sola sequenza di DNA.
La ricerca scientifica sull’epigenetica ha recentemente sbalordito la medicina riproduttiva: è dimostrato che l’ambiente uterino della madre ricevente influisce attivamente sull’espressione genica dell’embrione durante tutta la gestazione. I liquidi uterini contengono molecole che modificano il modo in cui il codice genetico del bambino si attiverà. In sintesi, la madre che porta in grembo il piccolo ne scrive a tutti gli effetti la "storia biologica".
Affrontare il percorso richiede tempo e possibilmente uno spazio di ascolto non giudicante. Condividere le proprie paure, sciogliere il taboo sociale e ridefinire l’idea di famiglia sono i pilastri che trasformano il timore iniziale in un’accoglienza amorevole e incondizionata.
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